"The Big Brother" La classificazione dei sistemi ed il Grande Fratello
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| Autore: RobertoGagliardi Titolo rivista: Atti del Convegno "Costruire l'insegnamento - Costruire l'apprendimento", , Anno e N°: 2002. Casa Editrice: OPPI Edizioni. Luogo: Milano |
Qualche volta bisogna ricorrere a trucchi, espedienti, o meglio strategie, per affrontare situazioni o momenti della vita in cui le cose non vanno come dovrebbero andare. Quella mattina, i miei allievi non avevano nessuna voglia di ascoltare la lezione di Sistemi, dato che il loro interesse era tutto concentrato sull'annuale rito dell'autogestione, che doveva iniziare proprio quel giorno. ll "Cavallo di Troia" della situazione non era però un espediente, ma l'applicazione di una metodologia, e così ho fatto ricorso alle indicazioni della didattica costruttivista[1]. Partire da un fatto, un episodio, una notizia, un'esperienza che fa parte del conosciuto, del vissuto comune degli allievi e, scelto un tema della programmazione didattica, proporlo alla classe. Raccogliere i dati, sia attraverso la documentazione tradizionale: il libro di testo, sia attraverso i "media" ed il sistema d'informazioni globale Internet; interpretarli, confrontare i punti di vista e definire gli ulteriori obiettivi da raggiungere nello studio e nella discussione. Procedere così nella costruzione della conoscenza, attraverso l'apprendimento collaborativo ed una negoziazione dei significati e dei concetti. Nell'insegnamento
di "Sistemi ed automazione", si deve necessariamente ricorrere
ad esempi della realtà, per descrivere un sistema di controllo e le sue
caratteristiche, ma quando si tratta di parlare di classificazione, sorge
il problema di porsi di fronte a quelle generalizzazioni, che si allontanano
dallo specifico dell'esempio concreto e che introducono concetti astratti,
difficilmente rappresentabili e quindi comprensibili. E questo era l'argomento
che secondo la mia programmazione dovevo affrontare: "La Classificazione
dei Sistemi". Dato che gli esempi consueti: "Il condizionamento di un ambiente", "Il Sistema scolastico" od il solito missile, che compie le evoluzioni più strane, non suscitavano, quella mattina, molto interesse tra gli allievi della mia classe[2], ho proposto di analizzare la trasmissione televisiva "Il grande fratello", il nostro "The big brother" nazionale, come esempio di sistema[3]. La prima reazione dei miei allievi è stata di diffidenza e di stupore. Degradare la popolare e suggestiva trasmissione ad argomento scolastico li sconcertava. Non perché l'argomento fosse ritenuto "non pertinente", ma, in quanto erano stati superati dei limiti. Il limite che c'è tra la scuola, la cultura del passato, degli adulti e la vita, il mondo dei giovani. Ai loro occhi avevo compiuto una specie di profanazione. Ma la mia determinazione, un breve accenno a "1984" di G.Orwell, che già conoscevano nelle linee essenziali, e la definizione più generale di sistema: "Un insieme formato da più elementi interagenti tra loro e connessi in modo da ottenere un'unica entità, organizzata per ottenere uno scopo prefissato", superavano le difficoltà iniziali. Erano disposti, o rassegnati, a continuare l'esperimento. Entrati
nel gioco, il primo passo è stato quello di avviare una discussione, che
ha assunto di volta in volta il carattere della narrazione, dell'auto-intervista
e della confessione. Il filo conduttore era però lo schema rigido della
Classificazione dei Sistemi. Per prima cosa era importante inquadrare "Il grande fratello", ed i suoi significati, nell'ambito del "metodo dello studio sistemico", giustificando che era, in effetti, interpretabile come un sistema.Abbiamo così analizzato, nelle linee essenziali, la trasmissione, le sue regole e le fasi del suo svolgimento, per arrivare alla conclusione che si trattava di un "Sistema di comunicazione", il cui scopo principale era di far identificare lo spettatore in una serie di modelli proposti dai diversi partecipanti - attori. Alle mie domande: "Perché vi piace la trasmissione, che sensazioni vi provoca, cosa vi aspettate?" La risposta è stata "Ci troviamo tra amici, che ci coinvolgono nelle loro vicende, avventure che non potremo mai vivere direttamente". Al di là delle considerazioni che potremmo fare al riguardo di queste affermazioni, rimane il fatto che realizzare un rapporto di affettività, di familiarità del "trovarsi tra amici" porta ad "immedesimarsi nei partecipanti", in particolar modo in giovane età, quando per incertezza o per conformismo, si cerca un modello di riferimento. Ed alla mia domanda "In che modo, in che cosa?" La risposta è stata chiara e spontanea: "nel modo di vivere, di divertirsi, nell'aspetto estetico di cura del corpo, nel modo di vestirsi". Definita
l'appartenenza del "The big brother" nazionale alla categoria
dei sistemi, passiamo alla sua classificazione. Come molti sistemi di classificazione, anche quello dei Sistemi, qui seguito, si basa sull'antinomia, cioè sull'antitesi di aspetti caratteristici. Lo scopo della classificazione non è molto utile ai fini pratici, ma il suo studio permette a sistemi, appartenenti alla stessa classe, di essere studiati utilizzando le medesime metodologie. Quindi di usare una modellizzazione, come rappresentazione astratta della realtà, che permette la costruzione di un modello matematico, attraverso algoritmi e programmi, e simulare il comportamento reale del sistema in esame. La
classificazione dei sistemi secondo il libro di testo adottato [4],
era la seguente:
Alla
domanda: "Il Grande fratello è un sistema di comunicazione, come
vogliamo definirlo?", le risposte e la relativa classificazione sono
state: È un sistema artificiale, non naturale, perché i partecipanti vivono in una "Casa", che è un ambiente ricostruito all'interno di uno studio televisivo. Devono seguire delle regole di vita ed obblighi imposti dal regolamento, anche se loro reazioni sono "spontanee". È
un sistema chiuso, per regolamento non devono avere rapporti o
contatti con l'esterno, non devono usare mezzi di comunicazione, radio,
giornali, TV. Anche se ci sono state delle deroghe con tentativi di comunicare
mediante cartelloni, bigliettini.
È
un sistema probabilistico. C'è
stata qualche difficoltà nel definire questo aspetto, dato che un sistema
si definisce deterministico quando, nelle reazioni che seguono alle sollecitazioni,
segue un andamento predeterminato con possibilità di scelte già definite
in anticipo. Quindi era sembrato che, data l'impostazione del programma
con regole precise, la scelta dei personaggi - attori fatta da un'equipe
di esperti, che ne avevano valutato il carattere, la psicologia e le eventuali
reazioni, in modo che corrispondessero a dei modelli, i giochi fossero
già stati fatti, ed il sistema fosse da definire come deterministico.
Ma l'influenza del rito quotidiano del "Confessionale", che
enfatizzava le situazioni ed i contrasti interpersonali, della "nomination"
per il meccanismo di selezione - esclusione dal programma, che accentuava
il protagonismo, ed il gioco delle alleanze, hanno influenzato il suo
andamento, in modo non determinabile a priori, e quindi probabilistico.
L'esempio della defezione del "mitico Filippo", insofferente
alle regole del gioco, nella seconda serie, non poteva certamente essere
preventivato dai conduttori. Certamente si sa che le probabilità si basano sulle percentuali d'errore, e che, quando dall'esterno si hanno tutti i mezzi per osservare, suggerire, condizionare i partecipanti, il limite tra casuale e determinato divengono sempre più indefiniti. (Rinchiudere delle persone giovani, in buona salute in un ambiente di ozio e promiscuità forzato, mantenendo temperature tropicali e quindi a ridurre al minimo l'abbigliamento, portano necessariamente a delle condizioni in cui sicuramente succederà qualche cosa, tutto sta nel vedere tra chi e quando.) È un sistema non lineare. Un sistema è lineare quando la sua risposta è data dalla somma delle sollecitazioni, cioè quando è valido il principio di sovrapposizione degli effetti. Non ostante le sollecitazioni esterne e le influenze interne citate, le reazioni, pur prevedibili con una certa approssimazione, non sono state considerate come pura somma di sollecitazioni per i partecipanti, indipendentemente dal loro carattere e personalità. È un sistema variante. Un sistema è variante quando le sue caratteristiche variano nel tempo. Il meccanismo dell'esclusione, mediante votazione del pubblico, in seguito alla nomination da parte dei partecipanti al gioco, ha mutato il parametro del sistema, "numero dei partecipanti". Inoltre l'immissione di due nuovi partecipanti, nella seconda serie, in sostituzione dei ritirati, ha modificato il parametro "tipo di partecipante", influendo sulle variabili interne che descrivono l'evoluzione del sistema. È un sistema continuo o discreto. Un sistema è continuo quando i valori delle variabili di uscita sono messi in corrispondenza con i numeri reali. Sotto questo aspetto, se si considera la contabilità dei partecipanti: tot sono nella "Casa", tot escono eliminati, tot restano in gara, il sistema ha un comportamento continuo. Non è continuo per le variabili interne, che riguardano i comportamenti e le reazioni emotive, che risentono delle influenze e delle reciproche interazioni, che sono determinanti, se ricordiamo la lezione di Sartre in "A porte chiuse", "l'inferno sono gli altri"("Huis clos", "l'enfer c'est les autres")[5]. È un sistema dinamico o con memoria o algebrico senza memoria. Un sistema è considerato dinamico se le sue funzioni cambiano in funzione del tempo, cioè se il valore assunto da una variabile, in un determinato istante, dipende dai valori assunti precedentemente, quindi se conserva traccia della storia passata del sistema. Ora, nella prima serie, se consideriamo nell'insieme l'esperienza, e l'impatto sugli spettatori, si potrebbe definire come un sistema algebrico, cioè senza memoria, perché senza precedenti. Le trasmissioni tipo "The big brother" fatte all'estero, non hanno avuto eco in Italia e non hanno influenzato il pubblico.(Il villaggio globale non è per tutti i livelli di conoscenza). Nella seconda serie, invece il meccanismo del gioco era conosciuto e non destava più sorpresa, ma, in particolare i nuovi partecipanti, indipendentemente dalle loro caratteristiche, non potevano sostituire i "personaggi amati" della prima serie nel cuore degli spettatori. La prima serie, considerata "più bella", per effetto "nostalgia del primo amore", costituisce una memoria di confronto, classificando così il sistema come dinamico. Data la complessità delle interazioni, tra i diversi aspetti delle caratteristiche, che dovevano essere strumento discriminante, nella definizione della classificazione, ci siamo aiutati mediante la realizzazione di una mappa concettuale.Questa rappresentazione grafica dei concetti e delle loro interazioni, ci ha spesso aiutato a risolvere dubbi o ad intravedere nuove relazioni e nessi tra i parametri e le variabili del sistema. Inoltre ha permesso di integrare le nuove conoscenze sistemiche in una rete concettuale, per fissare ed interiorizzare i concetti:
Il
risultato di questa costruzione deve portare a "nuove rappresentazioni
della realtà e a nuovi comportamenti", quindi ad un accrescimento
ed ad una modifica nel contesto delle competenze possedute ed utilizzate. Molte
delle osservazioni e considerazioni, fatte sulla classificazione del
"Il grande fratello", sono nate dall'esame dei legami trasversali
tra i concetti espressi dalla mappa; anche diversi dubbi d'interpretazione
sono stati sciolti, considerando l'appartenenza dell'osservazione all'uno
o all'altro gruppo di concetti tra loro sotto ordinati. Durante
le lezioni, per ulteriori classificazioni dei sistemi, è capitato che
si sia fatto un riferimento a questa esperienza: "Questo sistema
è chiuso e probabilistico, come quello del Grande fratello". Quindi
un Sistema di comunicazione è stato utilizzato per lo studio e la definizione
di un Sistema di controllo. Ma
non illudiamoci, "Il grande fratello", non appartiene al mondo
degli adulti o al mondo della scuola, ma a quel mondo di fiaba moderna,
dorato ed ingannatore della pubblicità televisiva in cui è permessa
solo una rapida escursione, non di più. Certi limiti vanno rispettati! [1]
Varisco Bianca M.," Costruttivismo socio-culturale. Genesi
filosofiche, sviluppi psico-pedagogici, applicazioni didattiche",2002
Carocci, Collana Università; e D.P. Ausubel, J. D.Novak and H. Hanesian
"Educational Psychology: A Cognitive View, N.Y.: Holt,
Rinehart and Wiston [2]
IV TIEN (Tecnico delle Industrie Elettroniche), indirizzo Telecomunicazioni,
dell'IPSIA [3]
Per eventuali errori od imprecisioni, per quanta riguarda la trasmissione
"Il grande fratello", chiedo venia, perché non ho mai
visto una sola puntata di questo evento. Ho solo ripetuto quello
che mi è stato raccontato dagli allievi. [4]
De Santis, Cacciaglia, Maggese "Sistemi, automazione ed organizzazione
della produzione", Calderoni, edagricole [5]
Librairie Gallimard, éditeur |
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