la didattica

 

 

 
 
   
L’analisi disciplinare e la centralità del linguaggio


Sul cosa insegnare, il panorama teorico costruttivista fornisce indicazioni su due livelli: disciplinare e metacognitivo. Porsi la domanda del cosa insegnare, al di là della prescrizione del “programma”, comunque interpretabile e quasi mai svolto per intero, abitua a tener conto del fatto che la materia scolastica è costituita da un insieme di aspetti di diverse discipline, anche se non sempre in modo esplicito: "materia" e "disciplina" non sono propriamente sinonimi. Con "disciplina" intendiamo un ben definito oggetto del sapere, definito da un preciso ambito di ricerca, specifiche procedure e paradigmi condivisi, con "materia" intendiamo invece un’area di insegnamento risultante dal raggruppamento di un insieme di concetti, argomenti, principi, operazioni e strumenti selezionati in campi disciplinari contigui e interdipendenti. Se prendiamo ad esempio la materia “Italiano” è facile vedere come sia risultato di una fusione complessa di più discipline, ciascuna delle quali contribuisce in differente misura alla costruzione dei curricoli dei vari ordini di scuola: la Linguistica con elementi di Fonologia, Grammatica e Teoria del linguaggio, la Semantica, la Semiotica, la Socio-psico-linguistica, la Pragmatica, la Storia della lingua, la Scienza della comunicazione, la Storia della letteratura, la Critica letteraria, l’Estetica, la Filologia.

Mantenere aperto e dinamico il collegamento tra la materia e la vivacità della ricerca dei rispettivi campi disciplinari aiuta a porsi in un’ottica meno ferrea rispetto al programma e a chiedersi se il proprio insegnamento tenga conto delle innovazioni scientifiche e tecnologiche in atto e quale rilevanza possa avere in rapporto alle richieste provenienti dal mondo del lavoro e dalla società, ma anche quali competenze formative e trasversali possa sviluppare. “La rilevanza esterna della disciplina corrisponde al suo uso sociale, al suo uso culturale e professionale, la rilevanza formativa corrisponde al contributo che una disciplina o un’area disciplinare fornisce per sviluppare e potenziare le capacità cognitive, metacognitive, relazionali, operative, immaginative delle allieve e degli allievi, nella direzione dell’autonomia e dell’autostima. La rilevanza epistemologica va indagata scegliendo tra i diversi approcci di riflessione sulla conoscenza che oggi possiamo frequentare” (Zaccherini Marangoni, 2004).

L’analisi della disciplina nei suoi aspetti diacronici e sincronici, permette di seguire lo sviluppo di un corpus di conoscenze a partire dalle esigenze da cui sono nate, in un preciso contesto culturale e storico-politico, per seguirne l’evoluzione ed il cambiamento. “Viste come costrutti storici, le discipline presentano una multidimensionalità corrispondente ai diversi processi che concorrono a generarle. Non è più sufficiente riferirsi alla concezione che ne evidenzia gli aspetti concettuali e proposizionali (sapere che cosa) e gli aspetti procedurali (sapere come), ma occorre correlare questi aspetti con gli aspetti propri del contesto culturale, che corrispondono, in un momento storico dato, alle visioni del mondo prevalenti, ai paradigmi in ambito scientifico, alle emozioni, ai valori, alle immagini e rappresentazioni sociali (sapere perché); sono infatti questi aspetti di contesto che consentono o meno di formulare le domande e/o esprimere i bisogni da cui scaturiscono i diversi domini cognitivi che costituiscono le discipline (sapere per).” (Zaccherini Marangoni, 2004).

La prospettiva storica permette anche di considerare gli sviluppi possibili, di generare domande, di comprendere come il percorso di conoscenza sia magmatico e continuo, individuandone i vari ambiti complementari e comunque falsificabili e rivedibili.
Anche all’interno di un approccio storico, sarà comunque necessario esplicitare che qualsiasi individuazione e designazione di un “fatto storico” è comunque un costrutto, risultato di confronti con altri fatti e passibile di differenze interpretative. Non si tratta quindi di fare storia della disciplina, ma di rendere evidente come una determinata teoria sia il portato di un’evoluzione socio-culturale, come spesso essa renda conto solo di un aspetto parziale del fenomeno in esame e come, di uno stesso fenomeno esistano differenti interpretazioni, anche all’interno dello stesso ambito disciplinare. A causa dell'irripetibilità costitutiva dell’oggetto storico, l'affidabilità dei risultati di un’analisi storica dipenderà dall'esplicitazione della logica procedurale che li ha conseguiti .

Una prospettiva storica permette di recuperare quello che nel manuale scolastico, in quanto risultato di una costruzione compiuta dagli autori, viene perso a causa di operazioni di semplificazione, di estrapolazione e riaggregazione che trasformano la disciplina in qualcosa di dato e statico, lontano dagli sviluppi reali della ricerca: “un manuale è una costruzione che, come tale, è il risultato di un’impresa conoscitiva i cui processi vengono sottratti all’attività didattica. Sarebbe, invece più formativo recuperare nello spazio interno dell’azione educativa la serie di operazioni intellettuali messe in atto per la costruzione di un manuale” (Cosentino, 2002, p. 172).

La didattica non dovrebbe, infatti, semplificare ma rendere invece visibile la complessità della realtà e le sue multiprospettiche rappresentazioni, sviluppando situazioni di apprendimento basate su casi reali, che inducano la curiosità per altre visioni del mondo e la capacità di porsi domande.
Non si sta evidentemente dicendo che qualsiasi interpretazione degli studenti vada accolta per quello che è, al contrario, il rigore delle informazioni e dei metodi è di primaria importanza perché gli alunni si avvicinino alla conoscenza disciplinare vista come mediazione simbolica del mondo e se ne approprino organizzando strutture cognitive personali e significative per loro.

Ne può risultare un laboratorio in cui il contesto disciplinare viene esplorato a partire dagli orientamenti degli allievi, attraverso l’esercizio dell’ermeneutica e utilizzando una pluralità di strumenti informativi.
Risorse in rete
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Riflessioni epistemologiche e strutturalismo genetico nelle ‘Scienze dell’uomo’ di Jean Piaget: guida sintetica al testo

Modellizzazione matematica e approccio alle teorie in campo scientifico

Didattica della storia - Il sito dell'ITSOS Albe Steiner
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