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Introduzione
Secondo
l’epistemologia costruttivista il sapere non esiste
indipendentemente dal soggetto che conosce, conseguentemente
imparare non significa apprendere la "vera" natura delle
cose, possedere cioè una fotografica ed oggettiva "rappresentazione"
del mondo esterno.
Si tratta piuttosto di operare una soggettiva costruzione
di significato, a partire da una complessa rielaborazione
interna di sensazioni, conoscenze, credenze, emozioni che non hanno
in sé ordine o struttura, sulle quali si orienta la nostra
attenzione. Questo processo è allo stesso tempo permesso
e condizionato dal linguaggio, culturalmente, socialmente e storicamente
contestualizzato .
Nell'incontro d iun soggetto con il mondo non è possibile
una distinzione netta tra osservatore e oggetto osservato, poiché
entrambi si definiscono come tali all’interno del rapporto
di osservazione. Ciò significa che non osserviamo “cose”,
ma definiamo proprietà e relazioni che sono costruite
a partire dalla nostra azione organizzante e questa conoscenza
ci serve per adattarsi all'ambiente; ne consegue che le cosiddette
leggi di natura non vengono scoperte bensì inventate e il
concetto di verità come termine assoluto perde di significato.
IIl
criterio della verità viene sostituito dal criterio di adattamento
funzionale e di viabilità secondo il quale i concetti, costruiti
a partire dalle regolarità che si incontrano nell’esperienza,
hanno prima di tutto una funzione predittiva, sono strumentali all’azione
e vengono appunto definiti viabili quando permettono di raggiungere
uno scopo pratico.
ll
costruttivismo assume quindi un approccio di carattere pragmatico
e non ontologico, focalizzando l’attenzione sul processo di
costruzione dei significati e della loro comunicazione.
Ma
come è possibile la comunicazione se la conoscenza è
costruzione individuale di significato? In realtà il
significato è allo stesso tempo individuale e sociale:
comprendiamo il mondo attraverso la costruzione di concetti e categorie
che lo organizzano, in parte li adattiamo per renderli compatibili
con quelli degli altri, e in questa operazione veniamo guidati e
contemporaneamente limitati dagli strumenti culturali che abbiamo
a disposizione.
La conoscenza è individuale e situata, in questo senso non
è possibile condividere completamente il significato che
si attribuisce ad un concetto in quanto colorito dall’esperienza
personale, ma attraverso la comunicazione concordiamo con l’interlocutore
quali aree di significato di quel concetto sono compatibili con
l’esperienza comune. Sono proprio queste aree di compatibilità
che fanno nascere la convinzione che le parole si riferiscano ad
oggetti del mondo reale invece di essere astrazioni culturali. Nel
linguaggio quotidiano è difficile rendersene conto, ma appare
evidente quando ci spostiamo sul piano del pensiero complesso, dove
siamo spesso costretti ad esplicitare e ridefinire il senso dei
termini che stiamo utilizzando. Allo stesso modo non conosciamo
mai completamente le altre persone, anche in questo caso ne costruiamo
modelli interpretativi, che restano probabilistiche previsioni di
comportamenti.
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Risorse in rete  |
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[1] L’idea
di uomo in Bruner: predisposizione ad apprendere e organizzazione
delle conoscenze
[2] Genesi
e sviluppo delle teorie sul farsi della mente (J.Piaget, L. Vigotskyi,
J. Bruner)
[3] Il
linguaggio come strumento della mente. In che senso l’apprendimento
precede lo sviluppo secondo Bruner
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Una pagina
densa ma estremamente chiara di presentazione dei concetti fondamentali
di queste teorie, in inglese.
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raccolta di
link
su costruttivismo

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Gli autori
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Indice
delle interviste

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una scheda
introduttiva al pensiero dell'autore corredata da link ad articoli
e siti, di cui molti in italiano
Verso
un'ecologia della mente

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breve
inquadramento del suo pensiero
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Una pagina
di link e risorse sul suo pensiero

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il modello
dell'apprendistato cognitivo

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scritti,
interviste e la storia di Project Zero

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| una presentazione
di pensiero e opere
Educazione
e globalizzazione
I
sette saperi necessari all'educazione del futuro (in lingua
francese)

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il
suo sito al MIT

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articoli
e saggi di Papert e del gruppo del MIT Media Laboratory 
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Piaget
Society

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la rivista e
i quaderni di Methodologia
F.Accame - Quattro
lezioni sulla metafora
F.Accame - Linguaggio
e percezione dal punto di vista metodologico-operativo
F.Accame e M.M. Sigiani - Modello
della mente e problema del significato dal punto di vista metodologico-operativo

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Pagina
di risorse
un articolo
sul suo pensiero da IPRASE Trentino

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ricco elenco
di risorse web
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| Bibliografia
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(1970), Contro il metodo. Abbozzo di
una teoria anarchica della conoscenza, Milano, Feltrinelli,1979. |
(1982), Sistemi
che osservano, Roma, Astrolabio.
(1985), Cibernetica ed epistemologia : storia e prospettive, in Bocchi
G.L. e Ceruti M., La sfida della complessità, Milano, Feltrinelli. |
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(1998), Il costruttivismo
radicale, una via per conoscere e apprendere, Roma, Società
stampa sportiva.
(1999), Il Costruttivismo
e le sue Radici
(1996), La costruzione concettuale
del tempo
Considerazioni su spazio,
tempo e il concetto di identità
|
(1798), Il conflitto
delle facoltà, D. Venturelli (a cura di), Brescia, Morcelliana.
|
(1937),
La costruzione del reale nel bambino, Firenze, La Nuova Italia,1973.
(1964), Lo sviluppo mentale del bambino, Torino, Einaudi, 1967.
(1970), L'epistemologia genetica, Bari, Laterza.
(1972), Il giudizio morale del fanciullo, Firenze, Giunti-Barbera.
|
(1989), La filosofia
dopo la filosofia: contingenza, ironia e solidarietà, Bari-Roma,
Laterza. |
(1916), Corso di
linguistica generale, Bari, Laterza,1967. |
(1913), La Filosofia
del come se , Roma, Astrolabio, 1967. |
(2002), I
fondamenti della semantica. Le operazioni mentali, E-Book4Free.com,
|
(1985), Complessità
del cervello e autonomia del vivente, in Bocchi G.L. e Ceruti M.,
La sfida della complessità, Milano, Feltrinelli. |
(1976) La scienza nuova ed altri scritti, Torino, UTET. |
(1962), Pensiero
e linguaggio, Firenze, Giunti Barbera, 1966.
(1978), Il processo cognitivo, Torino, Bollati Boringhieri,1987. |
(1956), Linguaggio,
pensiero e realtà , Torino, Boringhieri,1970.
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