| Il
costruttivismo radicale di Von Galsersfeld
L’attività
di ricerca di Von Glasersfeld si colloca in continuità
con il pensiero di Piaget e della Scuola Operativa ed ha riguardato
in modo specifico la formazione dei concetti inerenti la matematica
nei bambini.
Secondo l’autore il linguaggio ha una funzione indicante,
in cui le parole/simboli indicano appunto la possibilità
di attivare percorsi verso ri-presentazioni specifiche senza obbligare
a riprodurle subito, più o meno come una indicazione stradale
indica una via possibile ma non obbligatoria, cioè contiene
in modo implicito le indicazioni per arrivare in un certo luogo
(Von Glasersfeld, 1998, p. 89).
Quindi, il ricevente di un’espressione linguistica si trova
sempre davanti ad un compito ermeneutico: le parole forniscono indicazioni
per ricostruire una struttura concettuale i cui mattoni vanno comunque
cercati nell’esperienza personale: non esiste trasmissione
diretta di significato. Il mancato riconoscimento della soggettività
dei significati, a favore di una attribuzione di stabilità
e oggettività, porta a difficoltà a volte insormontabili
nella comprensione. L’elemento linguistico, quindi, delimita
quali significati possono essere scelti per quella determinata parola
e la direzione di questa scelta avviene sulla scorta della padronanza
del linguaggio e dell’esperienza individuale.
Nonostante il fatto che ciascun individuo costruisca il mondo attraverso
questi processi, ci sembra tuttavia di avere a che fare con una
realtà stabile e condivisibile in cui conduciamo la nostra
vita quotidiana. Per Glasersfeld si tratta di intersoggettività
piuttosto che di oggettività della realtà, e nasce
non dall’adeguamento al reale in sé, ma dall’avvaloramento
di altri soggetti pensanti alle nostre interpretazioni.
Anche il riconoscimento degli altri come persone, dotate di intenzionalità
propria, è costruito a poco a poco dal bambino. Si pensa
di riconoscere negli altri gli stessi concetti, ruoli e schemi che
si sono dimostrati viabili nella nostra esperienza e, quando prevediamo
correttamente come si comporterà una persona in una data
situazione, questo aumenta la sensazione di stabilità della
nostra realtà. Questo meccanismo intersoggettivo conduce
a pensare che i concetti, i sentimenti, gli schemi di azione confermati
dagli altri siano più reali di qualunque altra cosa esperita
da soli e l’accordo con gli altri in un gruppo produce una
conoscenza viabile a più alto livello che chiamiamo verità.
|